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Conoscere le Api

ape

Tra le Api a società evoluta alcune appartengono alla famiglia Apidae (api da miele, bombi e api senza aculeo) mentre altre alla famiglia Halictidae (api trasudatici).L’ape mellifera è l’insetto sociale più noto e sfruttato per le sue produzioni di miele, cera, propoli e polline in granuli. Perfino il suo veleno è utilizzato per preparati farmaceutici con proprietà antireumatiche .Può accadere che da un alveare si stacchi uno sciame che parte alla ricerca di una nuova abitazione. In questo caso l’unica soluzione è il recupero dello sciame in una nuova arnia eseguito da un apicoltore.

Conoscere le blatte

blatta

All’ordine blattoidei appartengono 20 specie di blatte che nel mondo risultano nocive per l’uomo; in Italia ne sono presenti 5: la Blattella germanica La Blatte orientalis (scarafaggio comune)La Periplaneta americana (grande scarafaggio americano)La Suppella longipalpa (scarafaggio dei mobili)Le ultime due specie sono limitate per lo più all’Italia meridionale. Le blatte sono insetti arcaici, di ogni dimensione, da molto piccole a gigantesche; hanno forma appiattita, lunghe antenne filiformi, zampe spinose e un paio di vistose appendici addominali (cerci). Generalmente sono provviste di due paia di ali, di cui le anteriori, leggermente coriacee, vengono tenute piatte sul dorso; volano comunque raramente ed alcune specie, come la Blatta orientalis, hanno femmine con ali ridotte. La colonizzazione di nuovi ambienti avviene per trasporto passivo con l’introduzione degli esemplari con mobili, cibi o suppellettili infestate.

CICLO BIOLOGICO

Le blatte sono insetti a metamorfosi incompleta. Le uova, racchiuse in una ooteca, sono deposte sul suolo dalla Periplaneta americana e dalla Blatta orientalis, o incollate con uno speciale mastice dalla Suppella longipalpa o trasportate fino alla chiusura dalla Blattella germanica.Il ciclo biologico varia in funzione della specie ed è importante conoscerlo ai fini di un corretto programma di disinfestazione. Per quanto riguardo la blatta germanica: l’ooteca schiude in 14/20 giorni; lo sviluppo delle forme giovanili (simili nell’aspetto agli individui adulti, ma senza ali – neanidi – e successivamente con abbozzi di alari – ninfe-) si svolge in 1-2 mesi richiedendo 5-7 mute. L’ooteca di Suppella Longipalpa schiude 40 giorni dopo la sua deposizione ed il ciclo completo ha la durata di 3 mesi in condizioni ottimali. La Periplaneta Americana depone ooteche che schiudono dopo 1-1,5 mesi. Il ciclo può variare in relazione alla temperatura e alla umidità. Gli stadi giovanili crescono attraverso una decina di mute. Per tutte le specie citate in cicli, durante l’anno si accavallano e troviamo nello stesso tempo adulti, neanidi e ninfe di ogni età, nonché ooteche. E’ bene ricordare che queste ultime sono le forme più resistenti agli agenti ambientali, fisici e chimici, quindi insetticidi compresi. Il potenziale biologico della blatta germanica consiste in 4-8 ooteche per femmina contenenti ciascuna 37-44 uova, per un totale di 148-352 discendenti per femmina. Il numero degli eredi di una blatta orientalis femmina sarà invece 128-144 fuoriusciti da 8 ooteche contenenti ognuna 16-18 uova.

ETOLOGIA

Le blatte vivono in maniera gregaria e tale comportamento sembra essere sollecitato da feromoni, chiamati infatti di “aggregazione”, contenuti nelle feci. Posseggono inoltre delle ghiandole speciali, poste nell’addome, che secernano un liquido nauseabondo che funziona da repellente per gli altri insetti; tali ghiandole prendono il nome di “ghiandole repugnatorie” e l’odore emesso è percepibile anche dall’uomo in quei luoghi in cui vi è una elevata concentrazione di blatte. Generalmente sono attive nelle ore notturne; vederle alla luce del giorno presuppone l’esistenza di una notevole infestazione. Infatti in tali orari solitamente riposano in zone oscure e riparate. Istintivamente rifuggono la luce; infatti se di sera accendiamo improvvisamente l’interruttore della luce in un locale infestato, vedremo le blatte, che stavano liberamente scorrazzando, precipitarsi fulmineamente nelle zone più riparate e oscure della stanza. Dal punto di vista alimentare sono onnivore e banchettano indifferentemente tra i rifiuti o sui i piatti della più raffinata “nouvelle cuisine”.Hanno capacità corsorie notevoli (sono velocissime!) ma, differenza fondamentale ai fini di una corretta disinfestazione, la blatta germanica si arrampica con perizia su superfici verticali lisce e soffitti, che verranno quindi trattati, mentre la blatta orientalis non è in grado di competere in quanto non possiede ventose sotto le zampe.

PERCHE’ INTERVENIRE: LE MALATTIE

La blatta è morfologicamente predisposta a raccogliere germi e sporcizia che trova sul suo cammino. Oltre a veicolare microbi col corpo con le zampette spinose e con le lunghe antenne li dissemina nell’ambiente attraverso le deiezioni e rigurgiti. Quante volte siamo stati colti da leggera dissenteria dopo aver mangiato in luoghi pubblici, mense o alberghi poco puliti? Abbiamo così incolpato il cibo, forse non proprio fresco, ma è più probabile che siano stati gli scarafaggi i quali, durante le loro scorribande notturne hanno trasportato qualche enterobattero, rimasto poi su pane o cibi non protetti o sulle stoviglie. Queste sono le forme patologiche più diffuse dalle blatte, ma non bisogna scordare che in luoghi a rischio, quali ospedali e comunità in genere, il potenziale biologico d’infezione e contagio è superiore e più pericoloso. Ricordiamo infatti che oltre i batteri responsabili di gastroenteriti (Escherichia coli) e salmonnelosi (Salmonella), gli scarafaggi sono vettori Staphylococcus responsabili di ascessi, Pseudomonas che producono infezioni, Shigella, Proteus, Mycobacterium e addirittura Pasterella pestis (rilevata sugli insetti in un focolaio di peste ad Hong Kong,) per un totale di ben 48 ceppi di batteri patogeni. Possono inoltre diffondere protozoi, nematodi e cestodi, pericolosi per l’uomo.

Conoscere le cimici degli olmi, dei letti e i coleotteri

cimice

Le cimici degli olmi

Volgarmente chiamate cimici degli olmi (Arocatus melanocephalus) sono appartenenti all’ordine Rincoti (emitteri, famiglia Ligeidi), infestanti del verde urbano, in grado di attaccare soprattutto gli olmi sui quali si alimentano di alimenti di semi (samare). Gli adulti che hanno superato l’inverno, 6-7 mm e dal caratteristico colore scuro con aree più o meno estese di rosso, a marzo-aprile si avvicinano alle piante nutrici per riprodursi. Qui le forme giovanili, dopo aver consumato abbondantemente anche i semi caduti al suolo, raggiungono la maturità e nel mese di giugno si spostano in massa alla ricerca di un rifugio per trascorrere il periodo più caldo dell’anno e successivamente riuscire a svernare. L’elevato numero di individui presenti nell’ambiente può creare disagio alla popolazione, ma non vi è pericolo per la salute poiché non sono in grado di trasmettere patogeni. Questi insetti, avvicinandosi alle abitazioni, tendono ad annidarsi sotto le cortecce, nelle spaccature dei muretti, nelle fessure, ma anche in prossimità di finestre, porte, infissi. All’interno dei locali si nascondono in qualsiasi pertugio, preferendo addirittura rivestimenti, letti e biancheria. E se disturbati o “schiacciati” producono una sostanza dall’odore disgustoso! È chiaro che una strategia di lotta integrata deve prevedere innanzitutto un’accurata eliminazione, da scarpate ferroviarie e aree incolte degradate, di arbusti e polloni di olmi cresciuti spontaneamente, nonché l’eliminazione delle samare presenti sul terreno. Inoltre potature mirate ed accurate diradamenti delle chiome delle essenze arboree potranno prevenire in futuro ulteriori disagi. Questi insetti tendono molto facilmente a colonizzare i locali. Zanzariere, sigillature, piccole opere di manutenzione, allontanamento di materiale accatastato in prossimità del perimetro esterno, sono indispensabili per rendere il nostro ambiente più sicuro.

Cimici dei letti

Biologia

Gli individui adulti sono bruno rossastri, lunghi 5-7 mm ed il corpo piatto è di spessore simile a quello di un foglio di carta. Di notte escono dai loro rifugi alla ricerca di cibo; i loro sensi sono poco sviluppati e la potenziale vittima, a sangue caldo, viene riconosciuta generalmente ad una distanza non superiore a 5-10 cm, grazie a stimoli termici e chimici xome emissione di CO2 o percezione di cairomoni. Inserito l’apparato boccale nell’epidermide (in grado di perforare anche le lenzuola!), comincia il pasto che dura 10-15 minuti per gli adulti, 3 minuti per le forme giovanili. Al termine questi “vampiri” hanno ingerito una quantità di sangue pari a 6-7 volte il loro peso. A questo punto cominciano a defecare e ritornano al loro nascondiglio, dove, dopo la digestione, si accoppiano. Nell’Arco di 2-3 mesi vengono deposte fino a 200-300 uova, al ritmo di 2-5 al giorno. Al di sotto dei 10° C la deposizione viene interrotta. Nel periodo caldo le uova schiudono in 6-10 giorni, mentre nei periodi meno idonei possono trascorrere diversi mesi. Le giovani cimici sono delle miniature degli adulti: per raggiungere la maturità devono subire ben 5 mute (stadi ninfali) con altrettanti pasti di sangue. Il ciclo biologico completo, con parametri ottimali, può richiedere 4-8 settimane. Tuttavia i diversi stadi vitali, pur se con qualche differenza, riescono a sopravvivere anche per lunghi periodi o in condizioni ambientali difficili. Gli adulti fino ad un anno, le forme giovanili fino a 3 mesi.

Importanza sanitaria

Questo parassita non è considerato pericoloso come biovettore in quanto è incapace di trasmettere malattie all’uomo, anche se in varie occasioni sono state trovate cimici infette da parassiti o patogeni. La puntura della cimice dei letti non alcun effetto in circa il 10% delle persone, mentre in altri casi si evidenziano fenomeni allergici ed infiammazioni locali particolarmente importanti. Una “puntura di cimice si presenta come una papula, simile a quella provocata da una pulce, caratterizzatala prurito localizzato. L’azione del “grattarsi” può causare infezioni batteriche secondarie. Tutte le parti scoperte durante il riposo (faccia, collo, spalle, braccia, mani gambe ecc.) possono essere utilizzate per il piccolo prelievo di sangue. Talvolta le persone che sono frequentemente attaccate sviluppano una sindrome che include tensione nervosa, agitazione quasi costante e insonnia.

Le origini delle infestazioni

Fino a qualche decina di anni fa questo insetto era associato a cattive condizioni igieniche ed infestazioni si potevano riscontrare negli strati sociali più poveri della popolazione. Negli ultimi tempi invece il problema si manifesta in ambienti particolari come: alberghi di lusso, cuccette ferroviarie, abitazioni private e ostelli. In consapevolmente i turisti che continuamente si spostano da un paese ad un altro trasportano questi fastidiose cimici tramite i loro bagagli, facilmente accessibili e colonizzabile da insetti dotati di un corpo così appiattito. Il trasporto passivo può anche avvenire anche tramite scatole di cartone, confezioni alimentari, oggetti domestici di seconda mano, materassi riciclati, mucchi di vestiti e libri usati.

Dove si nascondono

Le cimici dei letti possono occupare quasi tutte le piccole fessure e le aree protette, dove spendono più del 90% della loro vita. Tutti gli stadi vitali, adulti e ninfe, tendono a riunirsi in agglomerati come risposta a feromoni di aggregazioni, circondati dai loro escrementi, esuvie, uova e detriti di vario genere. Naturalmente il sito più infestato è in prossimità dell’ospite che riposa; in particolare questi insetti si annidano nelle cuciture dei materassi non perfettamente integri, in mezzo ai cuscini, nelle giunture e nelle testate dei tetti.


I coleotteri

LASIODERMA SERRICONE

L’anobio del tabacco è un coleottero minuscolo (2 - 3 mm), di forma ovale, marrone, con elitrelisce. Vola facilmente. Le larve sono giallastre, con cuticola molle, corte, grassoccie e si dispongono curvate come una C. Attaccano una moltitudine di derrate alimentari: spezie, semi, tabacco, frutta secca, farine, dolciumi, cioccolato, cacao, semi oleosi, mangimi zootecnici, ecc…In condizioni favorevoli il ciclo si conclude in circa un mese (a 32°C e 75% di U.R.).Solitamente si hanno 3 generazioni in un anno. Hanno una notevole capacità di perforare diversi involucri e di penetrare in confezioni apparentemente chiuse (p.es scatole e sacchetti).

ORYZAEPHILUS SURINAMENSIS

Comunemente viene chiamato silvano. Appare come un coleottero minuto (2,5 – 3 mm), di forma stretta e allungata con un protorace vistoso e caratteristico, fornito di prominenze laterali appuntite. E’ un infestante molto diffuso: frequenta molini, magazzini, industrie di trasformazione, e depositi di cereali. Le larve si cibano di svariate derrate, cariossidi (solo se spezzate o già attaccate da altri parassiti) di cereali, farine e derivati, frutta secca, semi oleosi, legumi, cacao, tabacco caffè, spezie, ecc. Gli adulti sono detriticoli. Il ciclo si svolge in 20 giorni in condizioni ottimali (32° C e 90% di U.R.); il tempo necessario allo sviluppo quadruplica a 20° C. Si possono svolgere da 2 a 8 generazioni in un anno.

STEGOBIUM PANICEUM

L’anobio del pane è simile a quello del tabacco; differisce per le elitre che presentano dei solchi striati. La larva è simile a quella degli altri anobidi. E’ in insetto essenzialmente polifago ma attacca prevalentemente prodotti amilacei come pane, pasta, biscotti, crackers, farina, crisca. Può svilupparsi anche a spese di droghe, spezie, semi, dadi da brodo e persino legname in opera. Il ciclo si svolge in 2 mesi in condizioni ottimali. Si hanno in genere da 1 a 3 generazioni in un anno.

TENEBRIO MOLITOR

E’ specie tipica dei molini da cui deriva anche il nome comune: tenebrione mugnaio. E’ un coleottero di grosse dimensioni (13 – 18 mm), di colore bruno. Le larve sono coriacee, cilindriche, giallo-brune. Infesta prevalentemente farine, crusca, grano ma può attaccare anche pasta, biscotti, fiocchi d’avena, pannelli e residui vegetali. La presenza di questo insetto è indice di scarsa igiene poiché presenta un ciclo molto lungo anche in condizioni favorevoli che dura da 4 – 8 mesi. Generalmente si svolgono 1 – 2 generazioni in un anno.

TRIBOLIUM CASTANEUM

Il tribolio è un piccolo coleottero (3 - 4 mm) di forma allungata e colore marrone scuro, buon volatore. La larva è giallo-bruna, coriacea, poco più lunga dell’adulto. E’ un infestante dei molini, dei depositi e delle industrie di trasformazione dei cereali. Infatti attacca prevalentemente cereali in granella, farine e derivati. E’ in grado di nutrirsi anche di frutta secca e latte in polvere. Il ciclo biologico si può concludere in meno di un mese e solitamente in 3. Di solito si svolgono 4 – 7 generazioni annuali. Le farine infestate per due o tre mesi assumono un’ odore sgradevole, acro e pungente ed una colorazione rosa-brunastra.

Conoscere le formiche

formica

Le specie più comuni che possono penetrare nelle abitazioni, nei magazzini, negli ospedali e negli edifici in genere sono le seguenti: formica argentina (Iridomyrmex humilis)formica faraone (Monomorium pharaonis) formica nera (Lasius niger) formica rossa (Pheidole pallidula) formica rizzaculo (Crematogaster scutellaris) Vivono in colonie (formicai) formate da una o più regine fertili e da parecchie operaie sterili che si occupano della gestione del nido: accudiscono regina e uova, allevano e nutrono le larve, curano le pupe, mantengono pulito il formicaio, lo riparano e lo allargano, quando è necessario, raccolgono e immagazzinano cibo.

Alcune operaie, chiamate soldati e morfologicamente differenti (hanno la testa più grossa), si dedicano infine alla difesa della colonia. Le formiche sono presenti tutto l’anno negli ambienti riscaldati e sono generalmente più invadenti nei mesi primaverili ed estivi, quando la ricerca del cibo è una delle attività preponderanti e le colonie sono in fase di sviluppo. La sciamatura delle alate, maschi e femmine fertili che fonderanno nuove colonie, avviene in estate. Le formiche sono onnivore; alcune specie prediligono alimenti zuccherini, altre sostanze proteiche, altre fanno incetta di semi, altre ancora allevano afidi e cocciniglie per la melata.

Quando trovano una fonte di cibo, vi arrivano seguendo sempre lo stesso percorso. I nidi possono trovarsi dentro gli edifici infestati, sotto i pavimenti, entro i muri, in fessure, interstizi e cavità varie, oppure all’esterno negli angoli dei palazzi o dei marciapiedi, nelle zone sterrate, nei prati o nei tronchi degli alberi, persino in luoghi distanti dalla infezione. La più comune, la Formica Nera (Lasius niger) nidifica generalmente fuori delle case con formicai molto numerosi nella terra o vicino alle fondamenta. Simile, un po’ più piccola, più vorace e dinamica è la Formica Argentina (Linephitema humile) di cui è obbligatoria la lotta. Lunghezza media 3.5 mm. LA Formica Faraone (Memorium pharaonis) si è adattata agli ambienti domestici riscaldati. E’ molto piccola lunga di colore giallo rossastra, molto chiara. Nidifica all’interno di edifici lunghezza media 2 mm.

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